Ho scoperto il pasticciaccio del Torino Film Festival solo perchè sono rientrato qualche giorno a Torino la scorsa settimana. E la cosa strana è che a Torino ne parlavano tutti , e sembrava una questione di importanza nazionale.
La verità è che fuori da Torino non gliene frega niente a nessuno. Se uno sta per un po di tempo senza il TG3 di GF "linguetta" Bianco e senza La Stampa se ne accorge subito. Le questioni torinesi, contrariamente a quanto tutti i torinesi pensino, non interessano il resto d'Italia. E mi spiace molto dirlo, ma è ciò che ho scoperto andando a vivere fuori.
I torinesi sono francesi per gli italiani e italiani per i francesi. E se è verò che gli immigrati siciliani hanno portato "la minchia" a Torino, i torinesi gli hanno impresso tutta la loro voglia di stare a farsi gli affari propri per conto proprio. Chissà se succederà anche con i maghrebini ?
Sarà anche un idolo delle ragazzine, ma a me Tiziano Ferro piace. O forse mi piace il suo produttore. Così ieri sera sono andato al suo concerto. Voce ne ha parecchia. Mi ero sempre domandato come faceva dal vivo con le sovraincisioni della sua voce. Nessun corista. Voci sovraincise anche in live. Così come spunta la voce registrata di Biagio Antonacci nel canzone duetto. Chi invece non spunta è Riccardo Cocciante. Ascoltando la radio mi ero convinto che a dire la precisa frase "...stringimi la mano e poi partiamo, in fondo..." del recente singolo, fosse proprio Cocciante. Ieri sera l'ha cantata Tiziano Ferro e poichè la voce non assomigliava per nulla a quella del disco ne ho concluso di avere ragione: secondo me nel disco canta proprio Cocciante.
Poi, un poco più imbarazzante è stato immaginare Tiziano fra 20 anni. Canzoni + Passetti + Voce+ Qualche chilo i più = Renato Zero
L'adsl ancora scarseggia, e allora risulto ancora nomade. Ieri ad esempio ero a Milano. Collezione Carlo Pignatelli Outside. Ovvero per la prima volta in vita mia vedo la Moda a Milano. L'impressione generale è stata quella di un Freaky Circus...non oso pensare cosa deve essere a Parigi. Tra i più mostruosi sicuramente i fotografi e cameramen. La mia ingenuità mi portava a dire, a cinque minuti dall'inizio: - ..però! Pensavo più fotografi - A un minuto dall'inizio un 'orda di selvaggi assaltava il palchetto, che fino a quel momento era occupato da me e altri due. Urlano, si chiamano con nomi da compagni di galera, qualcuno fuma e scicca per terra laddove fino a pochi istanti prima c'era un omino pagato per passare in continuo una lustratrice. Gareggiano bullandosi: - Ehi Patriota! quante ne hai fatte da Armani ?- Mi aspetto che qualcuno sputi anche per terra. Nel giro di trentacinque secondi mi ritrovo su una nave di pirati. Non saranno riprese facili.
Parte la sfilata. Sono felice di vedere dei vestiti. Vedo dei vestiti. Oggetti che potrei persino indossare io. Non quelle maschere carnevalesche che solitamente finiscono in tv. Nel giro di pochissimo, una decina di minuti, escono fuori una cinquantina di capi e tutto finisce. Il lavoro di dieci mesi, la costruzione del posto, le luci, le passerelle, i falegnami, il regista isterico, tutto bruciato in 10 roboanti minuti. Però.
Domani le foto. Oggi questa animazione.
Ho trovato, per vicinanza geografica, credo, questo blog.
Via della viola è una bella vietta del centro perugino che ho scoperto solo di recente. Mi sembra culturalmente attiva, una zona di fermento. E il fatto che mi sia stata tenuta nascosta così a lungo mi insospettisce...
Beh, in questo blog ho trovato questo concorso; raccontare un luogo. E visto che ultimamente sono stato molto pigro di scrittura, mi sembrava l'occasione buona per rimettere in moto un po di parole. Si chiama La bottega di spirits davanti al T&H.
Stavo per scegliere una tesi in "Teoria delle Code". Bellissima disciplina che studia il traffico come un sistema dinamico non lineare. Poi il prof. si mise a fare storie e io finii col fare una bella tesi di "Meteorologia della neve" che mi portò decisamente lontano dal traffico con gli sci ai piedi. Ma il fascino del traffico lo subisco ancora. Grazie alla mia natura zen, quando sono in mezzo ad un ingorgo, non mi innervosisco e questo mi permette di analizzare con lucidità la dinamica fisica e psicologica del traffico.
Faccio questo da quando ho la patente e cioè circa una decina d'anni; nessuno mi darà mai un attestato dicendo che sono un esperto di dinamica di traffico ma in cuor mio so di saperne. E così mi permetto di dire in modo chiaro: a Perugia, in fatto di traffico, non ne sanno manco mezza.
Mesi di lavori su una rotonda (quella di Ellera davanti alle quattrotorri): la terra, il muretto in pietra antica, l'aiola, i fiori. E io dico: vedi, arrivo io e arriva la civilità. Poi la rotonda viene inaugurata. Dal giorno alla notte la viabilità della zona viene modificata. Per due o tre giorni la gente si confonde. Chi voleva andare al Warner si ritrova con un caminetto nel carrello. Poi si comincia a trovare il bandolo della matassa e così finalmente...
no. Tutto come prima. Forse un po peggio. Code. Code lunghissime per entrare in rotonda.
Ieri, sempre grazie al mio zen, ero là in coda. Tamarri macarra innervositi mi sgasano e inchiodano ogni 3 secondi. Una signora rivendica il diritto di precedenza nella rotonda paralizzata. Un omino fa finta di non vedere che quello a fianco ha la freccia e vuole uscire dalla rotonda.
Guardavo fuori e pensavo: "Non ci credo. Sono in aperta campagna. C'è la dolce e verde collina alla mia sinistra. C'è il campo a destra. Laggiù gli ulivi. E sono in coda come in corso Francia. Anzi peggio"